Self o casa editrice?
Lo hai sognato a lungo, desiderato, ci hai lavorato tanto e infine hai messo “nero su bianco” il tuo manoscritto. E adesso? Sì, perché, prima di cominciare il tuo unico problema era arrivare a scrivere la parola fine della tua storia. Ma quando quel punto è stato messo ed è tempo di andare a capo, una nuova serie di problemi si concretizzano davanti ai tuoi occhi. Primo tra tutti, come pubblicare: in self o con casa editrice?
Non ho intenzione di darti la risposta giusta in assoluto, ma solo spingerti a riflettere su pro e contro della tua possibile scelta, raccontandoti la mia personalissima esperienza.
Quando ho terminato di scrivere il mio primo romanzo, mi sentivo molto insicura sulle scelte da fare in seguito, tutte tranne (per mia fortuna) quelle relative alla copertina per cui mi affido ad occhi chiusi alle sapienti mani di Marina Barzaghi (@lematitedimarina). Editing sì o no e a chi? Casa editrice o self publishing (tra l’altro avevo già seguito la seconda strada per la mia raccolta di poesie e non avevo avuto problemi)? Alla fine ho scelto di proseguire il viaggio affidandomi ad una casa editrice locale. Ho fatto bene? Ni. Se da un lato mi ha aiutato ad avere maggiore fiducia in me stessa, dall’altro ha necessariamente limitato il mio controllo su distribuzione e vendita. Tutto normale, è così che funziona, ma per me che sono abituata a gestire il mio lavoro in prima persona è stato difficile da accettare.
Per il mio secondo romanzo ho dunque preferito tentare la strada self. Con l’aiuto di un grafico ho impaginato lo splendido disegno della mia amica Marina e poi ho caricato il manoscritto. Da allora, ogni giorno controllo l’andamento delle vendite, le pagine lette con KENP, le nuove recensioni. Avvio e gestisco campagne pubblicitarie e decido se modificare il prezzo di vendita e le relative royalty.
Ma allora è meglio il self! Concluderete voi. Io, per onestà, devo aggiungere alla mia storia che, quando pubblichi in self, nonostante le cose siano molto cambiate nel settore dell’editoria, ci sono porte che restano chiuse: concorsi, fiere, interviste, librerie. Sono sempre meno le realtà ostili alle pubblicazioni self, ma ci sono ancora e, immagino, ce ne saranno sempre.

